Fabio Pagnetti

10/03/2021

Una storia importante


La mia infanzia trascorsa negli anni 60 l ho vissuta nella campagna marchigiane, dove le case erano lontane una dall altra circa 30 minuti a piedi. In ogni casa vivevano 2 , 3, anche 4 famiglie per un numero di 15 , 20 persone  . Tutti allevavano animali per poi nutrirsene o per venderli al mercato: polli , tacchini , oche , anatre a pecore , maiali , mucche da latte , vitelli.

 Anche a casa mia c erano tutti questi animali , il mio compito  quando tornavo da scuola  era quello di accudirli tutti ed in pratica erano diventati i miei compagni di vita.

Quando arrivava il momento di ucciderli ne soffrivo tanto, ma mi veniva spiegato che quello era il loro destino ed erano al mondo perché dovevano sfamare le persone.

Quando sono cresciuto e mi sono sposato ho continuato con le tradizioni dei miei genitori . Avendo ereditato la casa in campagna ho acquistato un cavallo , un asino ed una capra . Successivamente un maiale, una mucca e delle pecore. In pratica ho voluto ricostruire la vita che avevo avuto nell infanzia. La cosa mi rendeva felice ed orgoglioso ma il problema che avevo fin da piccolo si ripresentava.

Gli animali presi da piccoli li allevavo con tutta l attenzione e la cura per farli star bene , farli vivere liberi e sereni in spazi grandissimi , ma poi una volta cresciuti  arrivava sempre quel terribile giorno della loro fine. Ogni volta stavo male, mi sentivo un vigliacco ma mi ritornavano in mente le parole dei miei genitori ed allora pensavo che così doveva essere. Quando a tavola dovevo mangiare quella carne era per me più che un piacere una sofferenza ma mi dovevo convincere che quella era carne genuina di animali allevati con fieno e farine di orzo e mais da me coltivati perciò di ottima qualità.

Dopo qualche anno avevo acquistato una coppia di maialini vietnamiti , quelli neri per intenderci , e nascevano maialini nella mia fattoria. In una di queste nascite era nato un maialino più piccolo degli altri e sicuramente sarebbe morto subito. L ho preso e portato a casa . Mia figlia con il biberon e la sua pazienza giorno dopo giorno e' riuscita a crescerlo ed ad addomesticarlo (vedi foto).

In pratica viveva in casa con noi come un cagnolino , dormiva in una cesta e faceva i sui bisogni nella lettiera del gatto . La sera stava sulle braccia mentre si guardava la televisione . Una volta diventato adulto l'abbiamo riportato in campagna dove è morto di vecchiaia a 14 anni .

Il fatto che questo maialino si sia comportato come un animale domestico ha scosso un po' tutta la famiglia.

Tuttora ho una mucca marchigiana di 24 anni che avevo preso anni fa da un contadino che la stava per portare al macello perché non poteva più tenerla. Questa stupenda mucca era incinta ed è nata una vitellina in fattoria . Appena nata vedere l’amore della madre mentre se la puliva tutta con la sua lingua era da brividi. La vitellina cresceva bella e sana libera per i campi con sua madre. Quando mi vedeva cominciava a saltare e correre perché voleva giocare. Dopo un anno era diventata una bellissima vitella di 5 quintali.

I vicini contadini mi dicevano che era ormai ora di portarla al macello. Io prendevo tempo ma sempre nei ricordi di cose dette dai miei antenati un giorno mi sono deciso. Chiamo il camion per farla venire a prendere e si parte per il macello: qui c è una passerella che l’animale percorre per raggiungere la stanza della morte . Quando arriviamo la mia vitella viene scaricata e fatta passare in questo corridoio aperto. Io ero nel piazzale che la guardavo con il groppo in gola ma mi dicevo ancora ,che cavolo così doveva essere. Ad un certo punto la vitella si blocca , non vuole più procedere , gira il suo capo e mi guarda con i suoi occhioni neri ma tristi: sembrava domandarmi " Fabio dove mi hai portato? perché mi abbandoni?". Io in quell istante mi sono bloccato e non ho avuto il tempo di fermare i macellai che in pochi minuti hanno finito la vita della mia vitella . Mi sono messo a piangere nella perplessità degli altri allevatori che erano lì ad aspettare soddisfatti  che anche le loro vitelle venissero uccise. Da quel giorno mi sono promesso che non avrei mangiato più nessun tipo di animale anche perché il solo pensiero mi fa venire la nausea. Sono più di 10 anni che non mangio carne , sto benissimo sia fisicamente che mentalmente. Ho due cavalli , l asino , la mucca che vivono tranquillamente e liberamente in 4 ettari di terreno e ci staranno fino a che non moriranno per cause naturali.

Fabio Pagnetti