Intervista a Pediatra Carla


La famiglia si fa a tavola!


Carla Tomasini è Medico Specialista in Pediatria e Puericultura con un Master internazionale in Nutrizione e Dietetica.
Si occupa da anni di educazione alimentare per bambini e famiglie, allattamento, comportamento alimentare, alimentazione plant-based e salute digitale.
Realizza attività ambulatoriale e online come Pediatra e Nutrizionista infantile. E’ appassionata di alimentazione complementare a richiesta, auto-svezzamento e BLW.
 
  1. Carla sei un medico pediatra molto nota e seguita sui social con un seguito imponente e hai un ruolo da protagonista nel diffondere in Italia l’argomento nutrizione a base vegetale nei bambini. Da cosa è nata questa tua passione che si è trasformata in un lavoro importante?

  2. La passione per il momento dello svezzamento (alimentazione complementare) è nata quando ho visto che era un argomento che creava non pochi dubbi ai genitori e su cui vige tuttora una grande confusione. Fortunatamente ci sono state figure divulgatrici come Lucio Piermarini e altri pediatri del peiodico Uppa che hanno cominciato a far luce sulla ingiusta “appropriazione” dello svezzamento da parte dell’industria alimentare del baby food e a ridare luce alla modalità fisiologica in cui dovrebbe avvenire, ovvero l’autosvezzamento.

 

  1. La maggior parte delle persone ancor’oggi ha molto timore all’idea di crescere dei bambini con un’alimentazione plant-based. Ricordo ancora gli articoli di protesta laddove le mense scolastiche hanno apportato dei cambiamenti nei menù a favore di un apporto proteico maggiormente basato sui cibi vegetali: da cosa nasce secondo te questo rifiuto aprioristico?

    Certamente da un pregiudizio che nasce dall’ignoranza sull’argomento, visto che la letteratura scientifica si è ormai espressa chiaramente e in modo univoco sul tema, affermando che una alimentazione plant-based ben pianificata è adatta in tutti i periodi della vita e, addirittura nelle donne in gravidanza e nei bambini in svezzamento, con vantaggi per la salute del singolo individuo e del pianeta. Un vero peccato questo ostracismo, ci perdiamo tutti!

 

 

  1. Non sei solo una brava e famosa pediatra, sei anche una mamma: racconti spesso con foto e post come affronti l’alimentazione dei tuoi figli, dando un esempio di vita quotidiana molto utile per chi ricerca un’informazione sul tema e anche dei consigli pratici: a seguire le tue indicazioni sembra tutto piuttosto facile, ma lo è davvero?


Non è mai facile, ma cerchiamo di renderlo più semplice. Il mestiere più difficile al mondo è quello del genitore: 24 ore su 24, 7 giorni su 7, niente ferie pagate e nessuno che ti da una pacca sulle spalle per dirti: “Ottimo lavoro”. Ma è anche appagante vedere crescere degli individui nuovi, che arrivano da noi, ma sono diversi da noi, con il loro temperamento innato, con la loro personalità tutta da scoprire giorno per giorno. E’ questo che ripaga e ci arricchisce, in fondo.

 

  1. Hai da poco pubblicato il tuo libro “Lo svezzamento è vostro!” (ed. Sonda) su un tema che sicuramente andava affrontato e che molti genitori affrontano in maniera problematica: com’è nata l’dea del libro? A che pubblico si rivolge? E perché lo svezzamento è “vostro” e non solo del bambino?

    L’idea del libro è nata di offrire la possibilità per i genitori di riprendersi quello che è loro, il momento dello svezzamento, senza interferenze esterna da parte dell’industria e dei falsi miti, ma anche da personale sanitario non aggiornato e paternalista, naturalmente offrendo le informazioni adeguate e indispensabili per farlo in sicurezza e serenità. E’ stata una promessa che mi sono fatta dopo aver spiegato anch’io, nei miei primi anni da pediatra, con tanta ingenuità, le pappine e lo schemino “vintage” come se fosse la bibbia. Era doveroso restituire ai veri protagonisti lo svezzamento: genitori e bambino.

 

  1. Tra i tuoi follower hai tantissime mamme, ma vorrei sapere da te se anche i papà iniziano ad avere un ruolo maggiormente coinvolto e partecipe nella crescita dei bimbi e anche nella preparazione delle pappe.

    Sì, fortunatamente c’è una nuova generazione di padri: dividono in modo equo il lavoro domestico e le fatiche dell’educazione dei figli, si preoccupano della salute dei bambini e vengono in ambulatorio con o senza le compagne. Insomma… era anche ora. Purtroppo vedo ancora situazioni dove la donna è relegata alla condizione di lavoratrice, casalinga, madre devota e moglie perfetta, tutto insieme senza sconti e senza condivisione equa, ma i “trogloditi” sono sempre meno, i nuovi padri sono genitori lodevoli.

 

  1. Sempre seguendo i tuoi pazienti ed i tuoi followers hai la percezione che qualcosa stia cambiando verso una sorta di apertura (mentale, culturale, o altro) nei confronti di una alimentazione maggiormente improntata sul vegetale e sul sostenibile?

    Assolutamente sì! La prossima generazione di genitori, quelli più giovani, sono molto aperti e informati, dopotutto sono anche i più interessati al tema della sostenibilità. E’ un tema che tocca tutti, ma ho l’impressione che sopra una certa età molti se ne lavino le mani, dopotutto non toccherà a loro pagare le conseguenze.

 

  1. Un’alimentazione a base vegetale che benefici può apportare nei bimbi?

    Riduzione del sovrappeso e della obesità, riduzione del rischio delle malattie cardiovascolari, del diabete mellito, di alcuni tumori e di malattie neurodegenerative. Per dirla in modo giovane: tanta roba!

 

 

  1. Qual è il primo consiglio che daresti ad una coppia che sta per avere il loro primo figlio?

    Arrivate al parto preparati, dovrete godervi ogni momento irripetibile di questo evento. Non comprate mille cianfrusaglie, piuttosto informatevi sulle vere necessità del bambino, regalatevi un corso preparto con una brava ostetrica, leggete libri di puericultura e scoprirete che al bambino non serve quasi nulla, tranne voi.

 

 

  1. Pensi sia importante per il bambino entrare presto in cucina e affiancare i genitori nella preparazione dei cibi più semplici?

    E’ fondamentale, non si nutre solo con il cibo, ma con i gesti e le parole. La presenza a tavola è fondamentale.

 

  1. Guardando al futuro: cosa ti auguri per i tuoi bimbi?

    Ai miei figli auguro di trovare la loro strada, di volare alto senza scordarsi che le loro radici sono salde e sono lì ad aspettarli ogni volta che ne avranno bisogno.

 

  1. A conclusione ti chiederei di lasciarci con un messaggio o uno slogan che sia di aiuto per le famiglie con bimbi piccoli:
    “La famiglia si fa a tavola” 

 

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