La Stella Vegan
23/04/2021
Antonella la Chef Rock'n Roll
Antonella ha il piglio di una guerriera e parlandoci ti rendi conto che è una rivoluzionaria buona, appassionata e gentile.
Ha la voce ferma quando racconta di sé ma al tempo stesso è emozionata ed emozionante
Ha un aspetto rock che abbina bene ad una cucina classica e di tradizione per la quale lei ha confezionato un abito tutto vegetale
Ha fondato il primo blog di cucina vegana quando i social erano una realtà acerba e i cellulari non avevano ancora imparato a scattare belle foto.
Ora si ritrova a essere una star perché il suo impegno e la sua ricerca sono stati continui: tolti i panni della store manager si ritrova in cucina, passando per la California (dove i corsi di cucina vegana erano una realtà già negli anni 2000) fino ad arrivare ad essere lei stessa una insegnante di cucina veg e a percorrere una strada piena di tanti progetti interessanti.
Man mano che gli anni passano mi accorgo che le cose più belle nella vita capitano per caso. Anche a te è accaduto qualcosa di casuale per cui a un certo punto hai cambiato la tua alimentazione e hai modificato la tua visione del cibo?
Io penso che nulla accade per caso! Quel lontano giorno d’estate del 1992 quando Lorenzo (Jovanotti), mi ha fatto aprire gli occhi davanti a una piadina con affettato, che mi stavo “gustando”, ha cambiato completamente la mia vita; perché difficilmente associamo l’affettato a un animale essendo abituati a vederlo sempre già pronto e ben confezionato nei supermercati. Da quel giorno, non sono più tornata indietro!
Negli anni ’90 parlare di alimentazione a base vegetale in Italia era difficile, una realtà quasi per nulla conosciuta, oltretutto mancava la possibilità di informarsi tramite internet: tu come sei riuscita allora ad approfondire le tematiche relative alla alimentazione plant-based e a formarti sotto l’aspetto della cucina ?
Devo ammettere che, guardando la realtà di adesso, ai tempi è stata veramente dura! Ma per fortuna esistevano le biblioteche e avendo anche molti amici che viaggiavano o vivevano negli Stati Uniti, dove i vegetariani e vegani erano già una realtà molto presente, ho avuto modo di farmi un quadro chiaro di quanto l’alimentazione a base vegetale fosse la scelta più giusta, sia per la propria salute, sia per non ledere nessuna vita di qualsiasi specie. In più primi cibi che vegan che gli amici portavano dagli USA da farmi assaggiare, mi hanno subito incuriosito e fatto capire che un buon sapore era possibile anche senza derivati animali.
Mi verrebbe da chiederti come nasce una stella…. soprattutto: come nasce una stella vegan? Com’è nata l’idea di aprire una pagina di cucina veg quando in Italia ancora l’argomento non veniva affrontato?
Anche qui è nato tutto per caso! Mi sono semplicemente messa nei miei panni… di quando ho iniziato questa scelta di vita, che mi sarebbe piaciuto avere informazioni dirette e sincere del “perché no” alle uova, latte, miele ecc… “La Stella Vegan” (www.facebook.com/LaStellaVegan), nasce quindi con l’intendo di dare quell’aiuto che a me, ai tempi, è mancato. Decidere poi di inserire anche le prime ricette vegan dei miei primi “esperimenti”, è stata la chiave vincente che ha incuriosito subito tantissime persone.
Nella tua pagina offri ricette, idee e molti pensieri: qual è la frase che secondo te meglio rappresenta la tua filosofia di vita e il tuo modo di essere vegan?
Ce ne sono veramente tantissime di frasi che possono colpire e cambiare in un solo istante la vita delle persone, una delle prime che mi viene in mente è questa di Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”
Hai scritto 2 libri (“Te lo do io il Vegano!” e “Te lo do io il Vegano!” – Bimbi editi da Eifis) che arrivano dopo la tua decisione di pubblicarti autonomamente un primo ricettario: amo il coraggio di chi sa prendere in mano le proprie idee ad ogni costo e le sa portare avanti perché alla base c’è un forte credo, una convinzione, una consapevolezza. Questo coraggio e questo spirito di iniziativa dove ti hanno portato? Raccontaci i tuoi progetti attuali e quello che stai portando avanti.
Sicuramente il mio carattere e la mia determinazione, mi hanno portato ad essere la persona che sono oggi e che spero di riuscire a comunicare attraverso il mio lavoro di blogger, chef e autrice. I progetti futuri sono veramente tanti e continuano a vivere dentro di me nonostante questa pandemia che ci affligge.
Ho finito di scrivere il mio terzo libro di ricette che ha come tematica lo Street Food e spero possa uscire in tutte le librerie il prossimo Natale; porto sempre avanti i corsi di cucina, ma on line; mi occupo di Social Media Marketing gestendo sia i miei social, sia quelli di altre aziende del settore Vegan; mi metto in gioco, e nel contempo mi diverto anche molto, creando nuovi prodotti vegani per aziende italiane.
Hai scritto anche ricette per bambini e tenuto corsi di cucina a loro dedicati: pensi che nel futuro di bimbi e ragazzi ci possa essere sempre di più un’alimentazione a base vegetale e perché?
Assolutamente sì, perché i bambini sono il futuro! Noi, con il nostro esempio e la corretta informazione sin da piccoli, possiamo farli già crescere verso una scelta di vita più consapevole e altruista nei confronti di ogni essere vivente. Potranno vivere senza alcun rimorso, avendo anche un impatto ambientale molto più leggero su questa fragile terra e gustando cibi sani e altrettanto appetitosi.
Dalla Calabria a Monza, dalla formazione in California ai corsi che hai tenuto a Parigi come insegnante: ti senti più esploratrice o cittadina del mondo?
Le mie radici arrivano da una terra con forti valori che mi porto nel cuore. Sono però nata e cresciuta in Brianza, un posto che mi ha sicuramente formato a livello lavorativo, ma che ho sentito sempre un po’ “stretto”. Mi reputo sia esploratrice che cittadina del mondo, perché ogni viaggio ti lascia sempre qualcosa che farà parte della tua vita per sempre… uno sguardo, il profumo di una spezia sconosciuta, una nuova amicizia, i dialetti e le tradizioni culinarie. Non riesco a stare ferma per troppo tempo in uno stesso posto, viaggiare è alla base della mia felicità.
Apprezzo molto il fatto che proponi una cucina “easy”, con ingredienti facili da reperire sotto casa, allontanandoti dal concetto di una cucina che ad alcuni appare come difficile, di nicchia o di ricerca. Possiamo dire che la tua cucina è la rivisitazione, in chiave vegan, di piatti della tradizione: c’è un piatto in particolare che leghi ad un’emozione e ad un ricordo?
Questo è stato sin dall’inizio il mio principio e lo sarà sempre! Il mio percorso lavorativo nella cucina vegan, nasce proprio rivisitando i piatti della tradizione calabrese di mamma e nonna… una bella sfida! Ma se sono ancora qui, qualcosa di buono ho sicuramente fatto. Ho iniziato a cucinare sin da piccola, incuriosita da tutte queste donne che passavano ore ed ore sfornando piatti, uno più buono dell’altro. Ho quindi tantissimi ricordi d’infanzia legati al cibo, ma quello alla quale sono più legata è di sicuro la salsa di pomodoro che facevamo ogni estate svegliandoci all’alba e finendo poi la sera. Non è un vero “piatto”, ma da quelle conserve, ne ricavavamo un inverno ricco di tanta felicità, emozioni e bontà in tutti i piatti e ricette che cucinava poi la mia mamma.
Pensi che sia importante basarsi su una cultura gastronomica già ben codificata come quella italiana, dandole un input nuovo (quello vegetale), per meglio arrivare ad un largo numero di persone?
Personalmente credo che la cucina italiana sia la più buona del mondo. Ricca di sapori, tradizioni e ricette per tutti i gusti. Di base poi, ma pochi ci fanno caso, in tutte le regioni esistono già piatti che sono vegetariani o addirittura vegani! Quindi, mettendo insieme tradizione e innovazione vegetale, si possono creare davvero piatti buonissimi, sbalordendo non poche persone.
Se ti dessero un biglietto per partire per qualsiasi destinazione dove andresti? E una volta arrivata a destinazione cosa vorresti cucinare e per chi?
Bella domanda! I posti che vorrei visitare sono veramente tanti, dico però il Madagascar. Le influenze di migrazioni e contaminazioni in questo paese sono sicuramente interessantissime, oltre alla bellezza del territorio e di specie animali, possiede davvero un biodiversità unica nel suo genere. Cucinerei per i bambini, che sono sempre curiosi e golosi ed essendoci molte piante di cocco… gli farei provare i miei “Tartufini”. Deliziosi dolcetti al cioccolato, frutta secca e ovviamente cocco, che io adoro!
Qual è la prima cosa che farai appena sarà finita la pandemia?
Ovviamente un super viaggio!
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BIO
Ecco la ricetta che Antonella ci regala: i cordon bleu di melanzane (gluten free)




